Elio e le Storie Tese Tur 2017

Il rock demenziale di Stefano Belisari anima Moncalieri

MONCALIERI, 12 settembre 2017 – Dai banchi del liceo milanese “Albert Einstein” fino al riconoscimento come best italian act agli European Music Award del 1999, passando per l’ambito Premio dalla critica “Mia Martini” e non solo. Il rock demenziale di Elio e le Storie Tese, 27 volte disco d’oro in Italia, approda finalmente anche a Moncalieri: Martedì 12 settembre alle 21 il 45°NORD Entertainment Center (via Fortunato Postiglione 1) ospiterà infatti la band e i suoi fan, che accorreranno numerosi in occasione dell’Elio e le Storie Tese Tur 2017.

Un rock estremo e surrealista, sensato ma pieno di nonsense, tra turpiloqui ed ispirazioni dadaiste. Stefano Belisari alias Elio e il suo background classicheggiante – studiava flauto traverso al Conservatorio di Milano – si uniscono a Luca Mangoni, architetto di edifici e di musica, includendo anche Sergio Conforti in arte Rocco Tanica per formare la band cult dell’ultimo trentennio musicale tricolore. Dopo svariati cambi di formazione si aggiungono al gruppo Paola Folli (voce), Davide Civaschi (Cesareo, chitarra), Antonello Aguzzi (Jantoman, tastiera), Vittorio Cosma (Carmelo, tastiera), Nicola Fasani (Pranzo, basso) e Christian Meyer (batteria). Ma cosa sono le Storie Tese? Si ispirano al microfono di Freak Antoni, leader degli Skiantos, che durante la canzone MONO tono pronuncia le parole “C’ho delle storie pese”.

È stato proprio Freak Antoni a coniare l’espressione “rock demenziale”, al termine degli anni ’70. Una definizione da cui Belisari, classe 1961, cerca (inutilmente) di rifuggire: i suoi calembour, la sottile satira politica e di costume nonché la decostruzione linguistica dei testi raccontano chiaramente di una vena provocatoria, istrionica, tipica del genere. L’ingresso all’evento moncalierese è gratuito.

 

 

Foto del profilo di Alessandra Leo

Alessandra Leo

Sono un piccione viaggiatore umano, che adora vedere il Mondo e fare esperienze fuori dal comune. Odio annoiarmi. Da piccola venivo soprannominata “la scrutatrice” per l’abitudine di osservare con curiosità (e ad occhi sbarrati) tutto ciò che mi circondava. Da lì al decidere di diventare una giornalista il passo è stato breve; così dopo una laurea in Lingue e Letterature Straniere non ho mai smesso di scrivere.

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