Gipo Farassino: la vita, la storia e le canzoni

La Famija Moncalereisa omaggia il cantautore piemontese con una serata di musica e parole, l’11 marzo, nella sede di via Alfieri

MONCALIERI, 11 marzo 2016. La Famija Moncalereisa presenta, venerdì 11 marzo alle 21.00, lo spettacolo musicale Gipo Farassino: la vita, la storia e le canzoni. Nel salone  della Famja Moncalereisa di via Alfieri 40, a Moncalieri, si darà vita a una vera e propria retrospettiva sulla vita e sulla carriera artistica del cantautore piemontese che, più di tutti, ha saputo cantare Torino e il Piemonte, la sua anima e la sua storia, attraverso il suo lavoro di chansonnier.

Sul palco, lo scrittore e giornalista Maurizio Ternavasio, Lele Danesin, voce e chitarra e Ferdinando Rosso alla fisarmonica. La partecipazione allo spettacolo è gratuita per i soci, ingresso 5,00 euro per i non soci. E’ possibile prenotare i posti telefonando allo 011.3740916 dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 20.00.

Interprete e autore di canzoni cantate in lingua piemontese, Gipo Farassino ha anche scritto molte canzoni in lingua italiana, spesso venate di ironica e struggente malinconia e con musiche a volte legate alla tradizione francese, degne di figurare tra le migliori canzoni d’autore italiane, Nel 1968 aveva raggiunto il successo con l’album Avere un amico, uno dei suoi dischi migliori, che racchiude alcune canzoni in italiano tra le sue più note come Non devi piangere Maria, La mia città, efficace descrizione di Torino e dei suoi abitanti, Il bar del mio rione, a cui si affiancano canzoni in piemontese come ‘L tolè ‘d Civass e Pòrta Pila, sulla musica di La Boheme di Charles Aznavour.

 

Foto del profilo di Erika Nicchiosini

Erika Nicchiosini

Giornalista ed editor. Dopo i primi traumi infantili causati da alieni – erano i tempi dei Visitors – e verdure verdi, ho capito che una buona comunicazione può partire dall’ascolto, dalla creatività e dalla curiosità per i dettagli: un minestrone, come un lucertolone ricoperto di frusciante carta velina, possono divenire gustosi e digeribili se raccontati con attenzione e la giusta sensibilità. Amo l’arte, le parole, i libri e i viaggi, ascoltare storie, indagarle e farle mie; dare un senso sociologico e antropologico a ciò che vedo e sento.

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