Alzheimer, la speranza in un caffè

Uno spazio di incontro per le famiglie per affrontare insieme l’alzheimer

NICHELINO, 15 ottobre 2015. Torna “La speranza in un caffè”, iniziativa organizzata dalla Città di Nichelino e dalle ACLI di Torino e Nichelino – in collaborazione con Cooperativa Sociale Solidarietà, Alzheimer Piemonte e Associazione Amici Parkinsoniani – per offrire un sostegno e un punto di riferimento alle famiglie che si prendono cura di persone affette da due gravi forme di malattie degenerative: Alzheimer e Parkinson.

Due gli incontri previsti, ospitati presso la sede del circolo Acli Nichelino Centro di via Spadolini 6.

Giovedì 15 ottobre, dalle 15,30 alle 17,30: “Conoscere i diritti e i servizi: la Legge 104/92, come avere accesso alle prestazioni previste, il servizio Soluzioni Famiglie delle Acli di Torino”. Previsto l’intervento a cura del Patronato Acli Torino. Attività per i pazienti con la psicologa Marinella Carenza. Giovedì 29 ottobre dalle 9,30 alle 11,30: “Cos’è l’arte terapia?”, laboratorio condotto da Monica Bergamo. Per informazioni è possibile contattare l’Acli Torino – 011/5712811 – torino@acli.it.

“La speranza in un caffè” è uno spazio dove le famiglie che quotidianamente affrontano il grave problema dell’Alzheimer – insieme ai loro congiunti vittime della malattia – potranno incontrarsi per condividere le esperienze affrontate lungo un difficile percorso, e per trovare supporto e consigli. Una sorta di punto di riferimento territoriale atto a sviluppare confronto, collaborazione e con la possibilità di organizzare veri e propri laboratori con attività di intrattenimento e di stimolo psico-motorio destinate ai pazienti.

Lo scorso anno anche il cinema si è occupato del problema con “Still Alice”, pellicola tratta dal romanzo omonimo di Lisa Genova, nella quale Alice, professoressa all’Università di Harward, scopre di essere destinata a un anticipato tramonto della mente a causa di una forma ereditaria di Alzheimer. Il tema è affrontato con sensibilità e intelligenza e può essere uno spunto di profonda riflessione.

Foto del profilo di Erika Nicchiosini

Erika Nicchiosini

Giornalista ed editor. Dopo i primi traumi infantili causati da alieni – erano i tempi dei Visitors – e verdure verdi, ho capito che una buona comunicazione può partire dall’ascolto, dalla creatività e dalla curiosità per i dettagli: un minestrone, come un lucertolone ricoperto di frusciante carta velina, possono divenire gustosi e digeribili se raccontati con attenzione e la giusta sensibilità. Amo l’arte, le parole, i libri e i viaggi, ascoltare storie, indagarle e farle mie; dare un senso sociologico e antropologico a ciò che vedo e sento.

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