XV edizione del concorso Marco Fiorindo

Note di sassofono con il Fiorindo

NICHELINO, 24 e 27 novembre 2015. Torna il concorso internazionale di musica dedicato al sassofonista. Marco Fiorindo. Martedì 24 e venerdì 27 novembre 2015, alle 21 al teatro Superga di piazzetta Macario 1 a Nichelino, partirà la XV edizione tutta dedicata al sassofono che omaggia il giovane sassofonista e clarinettista nichelinese scomparso a 24 anni.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Fiorindo in collaborazione con l’Associazione Fiatinsieme e con il patrocinio dell’Associazione De Sono, Città di Nichelino, Consiglio Regionale del Piemonte e Fondazione CRT. Il presidente di giuria è Claude Delangle (Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi – Francia), mentre la giuria è composta da Carlo Bertola (Conservatorio di Torino – Italia), Matjaž Drevenšek (Accademia di Ljubljana – Slovenia), Mario Giovannelli (Conservatorio di Piacenza – Italia), Michele Mangani (Conservatorio di Pesaro – Italia), Pietro Marchetti (Conservatorio di Torino – Italia), Lev Pupis (Conservatorio di Ljubljana – Slovenia), Gordan Tudor (Split University Art Academy – Croazia), Antonio Valentino (Trio Debussy – Italia).

Apertura il  24 novembre con il concerto dell’Orchestra Fiatinsieme diretta dal Maestro Enea Tonetti.

Il Concorso vedrà la partecipazione di giovani musicisti emergenti provenienti da tutto il mondo, divisi in quattro sezioni: sassofono solista (la cui prova finale sarà accompagnata dall’orchestra d’archi), sassofono giovani under 18, musica da camera e gli allievi dei Licei Musicali italiani in veste di solisti, come novità dell’anno. La giuria di rilievo internazionale, composta da solisti di fama e docenti in prestigiosi Conservatori europei, selezionerà un vincitore per ogni sezione per l’esibizione durante il “Concerto dei vincitori” del 27 novembre.

Marco Filippo Fiorindo è scomparso il 16 febbraio del 2000 e, a 24 anni, aveva già raggiunto un notevole livello artistico. Aveva cominciato a studiare clarinetto al Conservatorio “G. Verdi” di Torino all’età di undici anni, diplomandosi con il massimo dei voti. Risultato che gli aveva consentito di ricevere una borsa di studio come migliore diploma dell’anno tra gli strumenti a fiato. Quella stessa estate, dopo aver superato una durissima selezione, aveva cominciato a frequentare un corso di perfezionamento sovvenzionato dalla Comunità Europea a Bobbio (Pc): per ben cinque anni Marco Fiorindo ha potuto studiare sotto la guida del grande maestro Hans Deinzer. Contemporaneamente, era iscritto anche alle classi di composizione e sassofono: in quest’ultimo si sarebbe diplomato nello stesso anno in cui è prematuramente scomparso. La dedizione quotidiana alla musica gli aveva permesso di raggiungere il livello necessario a distinguersi in vari concorsi e audizioni per orchestra: oltre alla collaborazione con diverse orchestre del Piemonte, ha fatto parte dell’Orchestra Giovanile Italiana, era Primo Clarinetto Solista dell’Orchestra Fiatinsieme e ha partecipato a diverse produzioni dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. All’attività orchestrale affiancava quella didattica e solistica collaborando con diverse formazioni cameristiche con cui si è esibito in Italia e all’estero. Era iscritto al prestigioso Conservatorio Superiore di Ginevra dove si sarebbe diplomato, precorrendo di un anno i tempi, nell’anno accademico 2000/2001, con il famoso clarinettista Thomas Friedli, grazie anche al supporto ricevuto dall’Associazione De Sono di cui era borsista da diversi anni.

Foto del profilo di Erika Nicchiosini

Erika Nicchiosini

Giornalista ed editor. Dopo i primi traumi infantili causati da alieni – erano i tempi dei Visitors – e verdure verdi, ho capito che una buona comunicazione può partire dall’ascolto, dalla creatività e dalla curiosità per i dettagli: un minestrone, come un lucertolone ricoperto di frusciante carta velina, possono divenire gustosi e digeribili se raccontati con attenzione e la giusta sensibilità. Amo l’arte, le parole, i libri e i viaggi, ascoltare storie, indagarle e farle mie; dare un senso sociologico e antropologico a ciò che vedo e sento.

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