Castelli e dimore della provincia di Torino aprono le porte

Torna per il quinto anno consecutivo: “Castelli e Dimore Storiche” nei territori di Canavese, Pinerolese, Torinese e Val di Susa.

Questi antichi castelli apriranno nuovamente le porte ai visitatori.

Le date saranno scaglionate fino a settembre nelle ultime domeniche di ogni mese. Restano allora ancora due giorni disponibili per visitatori e appassionati di storia del territorio: 27 agosto e 24 settembre. Questa è un’iniziativa di Turismo Torino e Provincia che punta a promuovere il patrimonio storico e culturale rappresentato da queste storiche location della Città Metropolitana.

Possiamo citare alcuni castelli che aderiscono all’iniziativa piemontese.

Il primo, è il Castello Cavour in piazza Visconti Venosta, 2 a Santena. Esso si presenta come una villa settecentesca, progettata dall’architetto di corte Francesco Gallo e circondata da un parco. Oggi il castello è stato trasformato in una casa-museo che ricorda la figura di Camillo Benso e testimonia lo stile di vita dei ceti dirigenti del Piemonte sabaudo.

Un’ altra location da tenere presente è Casa Zuccala definita la “vigna delle collina torinese”. Situata in Via Profonda a Marentino, propone una visita della durata di circa due ore.

Un altro sito di qualità è il Palazzo Grosso in Piazza Parrocchia, 4 Riva Presso Chieri. Si tratta di un antico edificio rinnovato negli anni gremito di pezzi archeologici fissati a grappe di metallo sul finto muro a bugnato.

Questi sono solamente alcuni dei numerosi altri castelli che si potrà decidere di visitare a Torino e nei dintorni. La cosa migliore per tenersi aggiornati  sull’andamento dell’evento e i luoghi che aderiscono, è seguire il sito ufficiale di Turismo Torino e Provincia.

Inoltre, coloro che sono muniti dell’apposita CARD torino+piemonte potranno accedere ad alcune strutture gratuitamente. Questa può essere acquistata online sul sito in modo da usufruire di tutte le agevolazione che offre.

Foto del profilo di Federica Testa

Federica Testa

Sono cresciuta con la convinzione che una buona comunicazione possa ampliare la mente e che le parole siano un continuo processo di “do ut des”. Vivo così, Testa di nome e di fatto; metto me stessa nelle sfide più ardue sempre alla ricerca del miglioramento.

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