Il Viaggio di Vittorio Arrigoni

Un viaggio verso la Palestina, quello di Arrigoni raccontato da sua madre

NICHELINO, 20 novembre 2015. Dove finisce l’uomo? Dove comincia l’eroe? Se ne parla il 20 novembre al  Factory di via del Castello 15 a Nichelino, a partire dalle 20.30, dove l’Associazione di resistenza culturale Idea ospiterà Egidia Beretta, madre del pacifista Vittorio Arrigoni ucciso a Gaza nel 2011.

Egidia Beretta racconterà di un viaggio, un viaggio in una terra lontana, la Palestina. Il viaggio di suo figlio, “Il viaggio di Vittorio” (libro edito da Baldini e Castoldi – Dalai).

Dopo la presentazione, sarà possibile conoscere Egidia Beretta bevendo tè arabo e mangiando dei tipici dolci palestinesi. Ospiti della serata, i ragazzi di Music For Peace, l’associazione Onlus fondata nel 2002 da Stefano Rebora e impegnata in missioni umanitarie in ben dieci paesi del mondo.

«Le domande sorgono spontanee quando ci troviamo di fronte personalità che stimiamo, che rendono semplice ciò che a noi appare così difficile, facendo apparire bello tutto ciò che fanno. Ma perché ciò che tira fuori il meglio delle persone deve essere considerato fuori dall’umano, eroico? – spiegano i volontari dell’Associazione Idea – Allora la domanda si ribalta. Dove finisce l’eroe? Dove comincia l’uomo? Per noi l’eroe è finito quando abbiamo conosciuto Egidia, quando è riuscita a spiegarci che Vittorio non era un eroe, era un semplice uomo. Un uomo che faceva solo ciò in cui credeva e ciò che riteneva giusto. Non puntiamo all’eroe. Rimaniamo umani».

Il sindaco di Nichelino, Angelino Riggio, porterà i saluti dell’amministrazione.

 

 

Foto del profilo di Erika Nicchiosini

Erika Nicchiosini

Giornalista ed editor. Dopo i primi traumi infantili causati da alieni – erano i tempi dei Visitors – e verdure verdi, ho capito che una buona comunicazione può partire dall’ascolto, dalla creatività e dalla curiosità per i dettagli: un minestrone, come un lucertolone ricoperto di frusciante carta velina, possono divenire gustosi e digeribili se raccontati con attenzione e la giusta sensibilità. Amo l’arte, le parole, i libri e i viaggi, ascoltare storie, indagarle e farle mie; dare un senso sociologico e antropologico a ciò che vedo e sento.

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