Frida Khalo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Arriva ¡Viva la Vida!, un monologo dalla penna di Pino Cacucci

NICHELINO, 28 luglio 2017 – Appassionata, anticonformista, surrealista e visionaria. È l’icona della pittura messicana Frida Khalo la protagonista dello spettacolo teatrale ¡Viva la Vida!, che si terrà venerdì 28 luglio alle 21 nel regale Salone Ovale della Palazzina di Caccia di Stupinigi. A ritrarre la vita dell’artista saranno i professionisti del Centro di produzione teatrale Assemblea Teatro, all’interno della più ampia rassegna di spettacoli Palchi Reali – nella cornice delle residenze sabaude.

Frida è vita e morte al tempo stesso e da questo dualismo trae la sua Arte. A 18 anni un brutto incidente stradale la costringe a letto per molto tempo e sopravvive solo per miracolo: la colonna vertebrale è spezzata in tre punti, un corrimano le si conficca nel femore trapassandola da parte a parte. Immobilizzata ma non immobile, Frida giace giorno e notte sul materasso ed i genitori le fanno il regalo più grande: un letto a baldacchino con specchio annesso, e dei colori per dipingere i suoi pensieri. Dal dolore e dalla solitudine nascono i suoi famosi autoritratti e la sua carriera di pittrice. Una carriera di grande successo che porterà la sua storia nei grandi centri di Parigi, Roma, Genova, Bologna ed ora anche Torino.

Un toccante monologo nato dalla penna dello scrittore e sceneggiatore Pino Cacucci, interamente interpretato dall’attrice italo-uruguaiana Annapaola Bardeloni nei panni di Frida. Irrinunciabile la presenza di “Pelona” – Luisella Tamietto, la morte, che danza sinuosa davanti al suo capezzale. La regia è di Giovanni Boni con Renzo Sicco, suoni e voce sono di Macarenza Paz Pizarro e Chavela Vargas. Per ulteriori informazioni consultare il sito di Assemblea Teatro, oppure chiamare il numero 011-30.42.808

Foto del profilo di Alessandra Leo

Alessandra Leo

Sono un piccione viaggiatore umano, che adora vedere il Mondo e fare esperienze fuori dal comune. Odio annoiarmi. Da piccola venivo soprannominata “la scrutatrice” per l’abitudine di osservare con curiosità (e ad occhi sbarrati) tutto ciò che mi circondava. Da lì al decidere di diventare una giornalista il passo è stato breve; così dopo una laurea in Lingue e Letterature Straniere non ho mai smesso di scrivere.

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