La Cena della Rivoluzione, al Factory di Nichelino

Musica e piatti tipici per commemorare il centenario della Rivoluzione di Ottobre.

NICHELINO, 10 novembre 2017. Un serata al sapore di aringa in pelliccia e tartine di tartare di salmone annaffiata da birra e vodka rigorosamente russa, per celebrare il centesimo anniversario della Rivoluzione di Ottobre. La Cena della Rivoluzione è l’originale iniziativa proposta dal PCI di Nichelino in collaborazione con i ristorante tipico russo Sovietniko di Torino, che preparerà le gustose prelibatezze che saranno servite a tavola venerdì 10 novembre al Factory – Centro giovani Marco Fiorindo di via del Castello 15.

La serata, che avrà un costo 20 euro (prenotazione obbligatoria) avrà inizio alle 20,30 e vedrà la partecipazione del soprano russo Oxana Mochenets, che eseguirà dal vivo brani e canzoni dell’Armata Rossa. Presente anche una mostra artistica, con repliche originali di manifesti della Rivoluzione Sovietica.

“Sarà un momento di festa e convivialità che vuole ricordare un momento storico importante senza dimenticare il dibattito, ma creando un momento di comunione da vivere insieme”, spiega Fiodor Verzola, PCI Nichelino.

Non fu un caso della storia che la bandiera issata sul Reichstag fosse sovietica. La strada aperta con la Rivoluzione d’Ottobre ha avuto mille contraddizioni, errori, incertezze. È giusto e corretto che a cento anni i comunisti siano capaci di analizzare, trarre bilanci, per non ricommettere gli errori del passato. Ma una cosa è certa: quella via è stata l’unica che ha realizzato un’alternativa al sistema capitalistico.

Per info e prenotazioni è possibile scrivere o telefonare al 345.8545673.

Foto del profilo di Erika Nicchiosini

Erika Nicchiosini

Giornalista ed editor. Dopo i primi traumi infantili causati da alieni – erano i tempi dei Visitors – e verdure verdi, ho capito che una buona comunicazione può partire dall’ascolto, dalla creatività e dalla curiosità per i dettagli: un minestrone, come un lucertolone ricoperto di frusciante carta velina, possono divenire gustosi e digeribili se raccontati con attenzione e la giusta sensibilità. Amo l’arte, le parole, i libri e i viaggi, ascoltare storie, indagarle e farle mie; dare un senso sociologico e antropologico a ciò che vedo e sento.

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