Rainbow 4 Africa e Cascina Mariuccia insieme per la salute dei bimbi

La salute è un diritto di tutti: incontro, dibattito e aperitivo con il cardiologo Paola Pedenovi a Moncalieri. Si raccolgono fondi per il “Progetto Tracoma” dedicato alla prevenzione della cecità dei bimbi senegalesi

MONCALIERI, 10 settembre 2016. Una serata tutta dedicata alla salute e alla solidarietà. Sabato 10 settembre, a partire dalle 19.30, il centro servizi medici Cascina Nonna Mariuccia di largo Pastrengo 3 bis a Moncalieri ospiterà Rainbow for Africa, associazione che porta avanti progetti di assistenza medica e sviluppo in diversi paesi africani.

Le due realtà, con il patrocinio ed il contributo della Città di Moncalieri, promuoveranno una conferenza-dibattito con la Dottoressa Paola Pedenovi, specialista in Cardiologia presso l’Azienda Sanitaria Città della Scienza e della Salute, sul tema del diritto alla salute, mettendo a confronto Nord e Sud del mondo.

A seguire aperitivo, accompagnato dalle note del cantautore e chitarrista Sergio Moses.

Ingresso ad offerta libera. L’intero ricavato sarà devoluto al “Progetto Tracoma” promosso da Rainbow 4 Africa in Senegal per contrastare una grave malattia che porta alla cecità e colpisce specialmente i bambini.

Rainbow 4 Africa è un’Associazione senza fini di lucro che opera nell’ambito dello sviluppo e della cooperazione internazionale, nata a Torino nel 2007 e riconosciuta Onlus nel 2009. E’ costituita da medici, infermieri, altre figure sanitarie, ingegneri ed esperti informatici, che mettono a disposizione la loro professionalità ed esperienza.

L’Associazione vuole contribuire allo sviluppo sostenibile dell’Africa intervenendo nel settore sanitario al fine di accrescerne la qualità, la specificità e l’accessibilità. In Italia è impegnata nella promozione dell’educazione alla cooperazione presso la cittadinanza e nell’integrazione degli immigrati nel tessuto sociale del paese ospitante.
In Africa l’impegno maggiore consiste nella formazione generale e specifica del personale sanitario locale, curando parallelamente la valorizzazione e l’incremento di attrezzature, infrastrutture e strumenti telematici presenti in loco. Beneficiaria indiretta dell’azione dell’associazione a è la popolazione che usufruisce dei servizi sanitari interessati.
Attualmente l’azione è concentrata in Etiopia, Burkina Faso e Senegal, paesi caratterizzati da un contesto politico e un sistema sanitario sufficientemente stabili da permettere un intervento continuativo e strutturato.
Rainbow 4 Africa si adopera per ottenere una diffusa sensibilità fra i giovani, soprattutto studenti delle professioni sanitarie, offrendo loro la possibilità di partecipare come parte attiva ai progetti in corso. Organizza anche interventi nelle scuole promuovendo l’educazione alle cooperazione. Relativamente agli immigrati, mette in atto interventi mirati a facilitarne l’accesso ai servizi socio-sanitari.

Rainbow 4 Africa – Crisis Unit, interviene in ogni parte del mondo ad affrontare situazioni di emergenza sanitaria (sopratutto conseguenti a calamità naturali), mettendo a disposizione il proprio personale, le proprie conoscenze e competenze e ricercando la collaborazioni di altri enti . L’Associazione ha stretto partnership con Enti locali e alcune Organizzazioni che operano in Africa nel settore sanitario o in Italia nella sfera dell’immigrazione, inoltre gode dell’appoggio e della collaborazione di diversi partners locali (strutture sanitarie, università, ministeri) a seconda del progetto.

Per ottenere informazioni o partecipare alla serata del 10 settembre è possibile scrivere una mail a
eventi@rainbow4africa.org oppure telefonare allo 349. 7807999.

Foto del profilo di Erika Nicchiosini

Erika Nicchiosini

Giornalista ed editor. Dopo i primi traumi infantili causati da alieni – erano i tempi dei Visitors – e verdure verdi, ho capito che una buona comunicazione può partire dall’ascolto, dalla creatività e dalla curiosità per i dettagli: un minestrone, come un lucertolone ricoperto di frusciante carta velina, possono divenire gustosi e digeribili se raccontati con attenzione e la giusta sensibilità. Amo l’arte, le parole, i libri e i viaggi, ascoltare storie, indagarle e farle mie; dare un senso sociologico e antropologico a ciò che vedo e sento.

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