Rose rosse contro la violenza

Chieri in marcia per sensibilizzare al femminicidio

CHIERI, 17 marzo 2018 «Donne, non dobbiamo avere paura né degli uomini né del brutto tempo». Incita alla battaglia Rachele Sacco, consigliera comunale a Chieri, mentre dà inizio alla marcia “Voci di donne – Dalla violenza all’impegno”, organizzata sabato pomeriggio a Chieri per le vie del centro storico. Una passeggiata organizzata dall’associazione Progetto per Chieri, che incita alla solidarietà con le vittime femminili di soprusi fisici e psicologici. A parteciparvi nonostante la pioggia battente sono una sessantina le persone, le quali durante la marcia rammentano ad alta voce dati sconcertanti.

«Dal 2000 sono morte 3000 donne, circa il 37,10% degli omicidi compiuti. Solo nel 2017, ne sono state uccise ben 121 – legge al megafono Ida – In particolare, in Italia muore una donna ogni due giorni e mezzo». Eppure non ci sono solo donne a inneggiare contro la violenza. Salvatore, un marciatore appartenente alla cosiddetta “minoranza maschile”, afferma: «Siamo in pochi, ma ci siamo, perché la solidarietà non ha sesso».

femminicidio chieri 2Mentre la camminata si snoda tra le principali vie della cittadina chierese, i presenti distribuiscono rose rosse agli ignari passanti. Il megafono racconta storie tristemente note alla cronaca, ma declama anche poesie di nomi illustri: Martin Luther King e William Shakespeare e altri che celebrano la forza femminile.

In che modo le donne possono contrastare questa dilagante violenza? Non solo dando il giusto peso ai primi segnali di possessività, ma anche acquisendo consapevolezza del proprio valore di esseri umani. Il caso della giovane Gessica Notaro, tristemente noto alla cronaca nera, insegna che i carnefici sono molto spesso persone fidate, pervase da una profonda insicurezza mista all’ira. Una rabbia cieca e violenta, che non sempre lascia superstiti. Così Sacco, decisa, conclude il cammino con un pensiero: «Non servono unicamente aspri provvedimenti legislativi, spesso utili solo a posteriori, ma anche campagne preventive di sensibilizzazione, che aiutino le donne ad acquisire coscienza».

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Alessandra Leo

Giornalista pubblicista con la passione per il volontariato internazionale, team leader per una nota ONG. Adoro vedere il mondo e viaggiare con penna e taccuino: non a caso da piccola venivo soprannominata “la scrutatrice”, per l’abitudine di osservare con curiosità - annotando - tutto ciò che mi circondava. Dopo una laurea in Lingue e Letterature Straniere e un master in Marketing & Communication Management non ho mai smesso di scrivere, e certo non ho intenzione di farlo, almeno per i prossimi 999 anni.

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