Yoga e cinema per prendersi cura della Terra

CHIERI, 25 ottobre 2017. Consapevolezza per se stessi e per ciò che ci circondando. E’ questo il filo rosso del lungometraggio che mercoledì, dalle 20,30 sarà proiettato negli spazi dell’ExMattatoio di via Giovanni XXIII, 8 sede dell’associazione Yoga Contemporaneo che promuove l’iniziativa.

Sarà infatti proiettato il film “Il Pianeta Verde“, di Colline Serrau, pellicola francese del 1996 che punta l’attenzione sull’ambiente e la crisi delle risorse energetiche, l’importanza del prendersi cura dei frutti del nostro pianeta.

«La scelta del film di Serrau, infatti, non è casuale – spiavano gli organizzatori –  Si tratta di una pellicola che racconta un pianeta lontano dalla Terra in cui gli abitanti vivono in armonia costante con la natura. Lasciatasi alle spalle un’era industriale definita “preistoria“, in questo paese non governa il denaro, la moneta è stata abolita e con essa lo sfruttamento umano. La protagonista è una giovane donna inviata sul Pianeta Terra con il compito di valutarne i processi evolutivi. Lo scenario che incontra invece è quello di una realtà insalubre e inquinata, contrapposta al Pianeta Verde che invece si basa su un’agricoltura incontaminata. Un incontro che punterà l’attenzione su una maggior di consapevolezza riguardo le risorse del nostro pianeta, dell’importanza di prendersi cura dei frutti di cui disponiamo grazie ad esso. L’obiettivo dell’appuntamento organizzato dall’associazione di Yoga Contemporaneo a Chieri è di interrogarsi sull’immaginario di questo mondo, sembra pura utopia? »

L’ingresso alla serata è gratuito fino a esaurimento dei 25 posti disponibili. Per prenotarsi è necessario contattare l’associazione, oppure iscriversi all’incontro tramite WhatsApp a questo link  che invia al gruppo di whatsapp riservato ai partecipanti. Per restare aggiornati su questo evento, come anche sui futuri in programma, si può seguire la pagina Facebook ufficiale della sede.

 

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Federica Testa

Sono cresciuta con la convinzione che una buona comunicazione possa ampliare la mente e che le parole siano un continuo processo di “do ut des”. Vivo così, Testa di nome e di fatto; metto me stessa nelle sfide più ardue sempre alla ricerca del miglioramento.

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