Chieri, al via la prima edizione digitale della Fiera di San Martino

CHIERI, 6 novembre – 5 dicembre 2020 – Al via la prima edizione digitale della tradizionale Fiera di San Martino. La manifestazione si svolgerà nell’arco di un mese con numerosi talk show, laboratori con i produttori locali e con i cooking show.

On line si troveranno contenuti che quest’anno saranno fortemente improntati all’esaltazione dei prodotti del territorio. Dal Vermouth alla tipica focaccia chierese, dai grissini rubatà al vino Freisa. I protagonisti saranno i Maestri del Gusto, ma anche gli chef locali e le Cantine del Consorzio Freisa di Chieri e della Collina Torinese. I contenuti saranno visibili on line attraverso il sito web del Comune di Chieri, la pagina Facebook della Fiera di San Martino e le pagine Instagram e YouTube del Comune di Chieri.

L’inaugurazione della Fiera di San Martino

La manifestazione, giunta alla 42ª edizione, sarà inaugurata oggi, venerdì 6 novembre, alle 11 con i saluti istituzionali di Alessandro Sicchiero, Sindaco di Chieri, e di Luciano Paciello, Assessore alla promozione del territorio. L’edizione 2020 della fiera è organizzata dal Comune di Chieri con i patrocini della Regione Piemonte, della Città di Torino, del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) e di Mab Collina Po. La manifestazione si avvale inoltre dei contributi della Camera di Commercio di Torino e i Maestri del Gusto di Torino e provincia.

Cenni storici della manifestazione chierese

A partire dal 1978, la Fiera di San Martino è l‘avvenimento clou che si rinnova ogni anno nel mese di novembre. Da quel momento in poi Chieri ospita la manifestazione per promuovere i prodotti agricoli locali a ridosso della festa di San Martino che ogni anno cade l’11 novembre. Chieri, però, è sede di fiere e mercati che fondano le loro origini in un decreto emesso nel 1422 da Amedeo VIII di Savoia. Nel 1927, proprio durante il periodo dei festeggiamenti di San Martino, Chieri ospitava la “Sagra del Cardo” motivata dalla grande estensione che l’ortaggio aveva nei terreni coltivati nelle periferie e non solo.

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