La buona musica estiva è… al Factory

Parte il primo giugno l’estate musicale di Nichelino: al Factory con offerta “up to you”

NICHELINO, 1 giugno 2016. Al via il calendario estivo del Centro Giovani Factory “Marco Fiorindo”, in via del Castello, 15. La programmazione è stata curata e organizzata dai ragazzi del Factory.

Si inizia l’1 giugno, alle ore 20, con “Escursioni Musicali. Storia della musica in cammino”, un viaggio tra le note del pentagramma, dagli anni Settanta fino a giorni nostri, nei territori del rock, del blues, del jazz, della tradizione popolare con fughe anche nella musica classica. Cantori, aedi e narratori di questo percorso ai confini della mitologia saranno giovani cantanti e attori.

Secondo appuntamento, per un doppio spettacolo, l’8 giugno, alle ore 9 e alle ore 11.30. Gli studenti dell’Erasmo e da Rotterdam e gli attori Serena Abbà e Alberto Nota metteranno in scena “Nel mare ci sono i suonatori”, liberamente ispirato a “Nel mare ci sono i coccodrilli”, di Fabio Geda: un tragitto intenso fra paure, stati d’animo e terre lontane, sulle tracce di Enaiatollah.

Ingresso “up to you” (eventuale offerta a libera scelta). I primi due appuntamenti sono inseriti in “Space Invaders”, un’iniziativa tesa a una progettazione culturale giovanile condivisa, finanziata dalla Compagnia di San Paolo. Le successive date saranno presto disponibili sul sito del Factory.

Per informazioni:  Centro Giovani Marco Fiorindo “Factory” Via del Castello, 15, tel. 340.3872096 factorynichelino@gmail.comwww.factorynichelino.it

Erika Nicchiosini

Giornalista ed editor. Dopo i primi traumi infantili causati da alieni – erano i tempi dei Visitors – e verdure verdi, ho capito che una buona comunicazione può partire dall’ascolto, dalla creatività e dalla curiosità per i dettagli: un minestrone, come un lucertolone ricoperto di frusciante carta velina, possono divenire gustosi e digeribili se raccontati con attenzione e la giusta sensibilità. Amo l’arte, le parole, i libri e i viaggi, ascoltare storie, indagarle e farle mie; dare un senso sociologico e antropologico a ciò che vedo e sento.

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