Quando l’amore si trasforma in odio

Violenze e abusi: storie, situazioni, cause e prevenzione.

CHIERI 27 giugno 2018– Violenze e abusi: storie, situazioni, cause e prevenzione. Sono i temi del convegno “Quando l’amore si trasforma in odio” in programma mercoledì 27 giugno, alle 20,30, nella Sala Della Conceria, via Della Conceria 2, a Chieri. L’evento è organizzato dall’Associazione Graziani Adelina che si propone di tutelare i diritti del malato e lottare contro la malasanità.
A fare una panoramica e dare delle possibili soluzioni interverranno come relatori: Genuario Pellegrino, detective ed investigatore privato e past president Federpol, Domenico Martelli, dirigente e medico dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino, Sarah Gino, Professore Aggregato di Medicina Legale, Damiana Massara e Angela Sordano, psicologhe e dirigenti dell’Asl TO5, Domenica Morabito, responsabile del gruppo aziendale Asl TO5.
Alla serata, inoltre, parteciperanno istituzioni civili, militari e religiose, insieme a magistrati, rappresentanti della sanità regionale, medici, giornalisti, Sindaci e amministratori. A introdurre la serata saranno invece Riccardo Ruà e Rachele Sacco, rispettivamente presidente e vice presidente dell’Associazione Graziani Adelina. Chi volesse inviare preventivamente delle domande o delle testimonianze può farlo scrivendo all’indirizzo e-mail associazione.grazianiadelina@gmail.com.
«L’obiettivo di questo incontro – spiega Riccardo Ruà – è analizzare con il supporto di professionisti un fenomeno come quello della violenza, campendo insieme quali misure preventive si possano attuare, e come mettere in atto delle misure di soccorso. Si tratta di un tema molto attuale visto che giornalmente assistiamo a casi di cronaca di genitori che ammazzano i figli, di figli che ammazzano genitori, e di violenze che molto spesso avvengono in ambito familiare».
Prosegue Sacco: «Ma non solo in famiglia, anche sul lavoro e nella vita quotidiana. Stiamo vivendo in una situazione di violenza generalizzata. Tutti questi casi di cronaca sono lo spaccato di un tessuto sociale che si sta disgregando, nel quale mancano spesso dei punti di riferimento per chi subisce o vuole denunciare una violenza. Il nostro Paese è afflitto da una forte disoccupazione. Sono sempre di più i giovani che non trovano lavoro. Le famiglie che restano senza lavoro. E non credete che questi fattori tra di loro si condizionino a vicenda? Non pensate che questa situazione di precarietà influisca negativamente sulle persone? Se la frustrazione dilaga, anche le situazioni degenerano. Parlo di soprusi sul posto di lavoro. Di persone che sono costrette a subire situazioni di mobbing costante e dal quale non riescono a uscire perchè non hanno via di uscita. Si tratta di relazioni malate, che si trasformano in odio, e che dovrebbero essere trattate da professionisti e supportati da una rete territoriale».
Conclude Ruà: «Spesso il settore della psichiatria è trascurato, capita spesso e volentieri che i servizi socio assistenziali aggiungano disagi al disagio, anziché sollevare o alleggerire il problema. Auspichiamo in una partecipazione massiccia della cittadinanza, per un tema sociale così importante come quello della violenza».

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